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Pompe in parallelo, cosa sono e a cosa servono

Il punto di funzionamento di un circuito si misura in base al valore di prevalenza e di portata ed è specificato dall’intersezione della curva caratteristica dell’impianto con quella della pompa. Generalmente i sistemi di pompaggio sono realizzati attraverso il collegamento di più pompe per rendere la gestione più efficace e affidabile. Dalla curva caratteristica delle pompe si può risalire così alla curva caratteristica dell’impianto di pompaggio in modo da ottenere una curva caratteristica equivalente. Per garantire una certa portata si possono inoltre collegare più pompe con due distinte configurazioni: pompe in parallelo o pompe in serie. Ma quali sono le differenze principali tra le due tipologie di pompe?

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Differenze tra pompe in parallelo e pompe in serie

Due o più pompe in parallelo entrano in funzione quando la portata necessaria per l’impianto non si può ottenere con un’unica pompa. In questo caso le pompe devono avere in comune il collettore di mandata e quello di aspirazione, o bacino di captazione. Se le pompe hanno la stessa prevalenza anche il funzionamento diventa più semplice. Il collegamento di più pompe nel medesimo impianto, sia in serie che in parallelo, è importante per la salvaguardia di ciascun componente, in termini di durata e di funzionamento. Una o più pompe in serie, invece, entrano in funzione quando una sola pompa non riesce a fornire la prevalenza necessaria. In questo caso il liquido passa attraverso tutte le pompe.

I sistemi di pompaggio acqua Fourgroup

I nostri sistemi di pompaggio per l’acqua possono essere a velocità fissa o variabile e perfetti per essere usati sia in ambito civile, ossia in condomini, alberghi, ecc., che in quello industriale. I nostri impianti di sollevamento acqua si caratterizzano soprattutto per l’elevata silenziosità, resistenza, protezione e affidabilità nonché per i ridotti consumi d’acqua.

Pompa trifase: cos’è e come funziona

La pompa trifase è dotata di un motore elettrico alimentato da tre fasi, cioè da tre tensioni sinusoidali, e si usa soprattutto in caso di potenze medio-alte, come nel settore industriale e dell’automazione. Per quelle più basse, invece, si usa la pompa con sistema monofase, che solitamente si trova nelle nostre abitazioni. Per poter funzionare, il motore trifase richiede l’utilizzo di un sistema trifase di correnti sfasate di 120°, ovvero un generatore formato da tre circuiti a corrente alternata.

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Qual è la funzione principale delle pompe idrauliche?

Le pompe idrauliche, tramite l’energia prodotta dal motore, hanno il compito di movimentare le acque di flusso permettendo lo spostamento dell’acqua da un punto all’altro. Gli scopi delle elettropompe o pompe centrifughe, denominate così perché funzionano grazie alla potenza del motore elettrico e al movimento delle giranti, sono molteplici tra cui: far riemergere il liquido dal fondo del pozzo in superficie, pulire l’acqua di una piscina in modo da poterla filtrare, dislocare l’acqua verso più abitazioni dopo averla raccolta in una cisterna e desalinizzare l’acqua, sfruttando la pressione idraulica per il recupero di acque.

I quadri elettromeccanici con pompe trifase

I nostri quadri elettromeccanici ad avviamento diretto, rappresentano il sistema più funzionale, semplice e tradizionale poiché consentono di collegare il motore direttamente alla rete elettrica. Essi, inoltre, possono essere dotati di  pompa monofase o trifase per le applicazioni con acque pulite o acque reflue. Questo tipo di avviamento è idoneo soprattutto per le elettropompe e i motori elettrici che richiedono un numero ridotto di avviamenti all’ora, come il nostro Autoel-1. Easy Soft-1 è invece il quadro elettromeccanico di avviamento soft-start e soft-stop di una pompa trifase, adatto sempre per applicazioni con acque pulite o acque reflue. I suoi più grandi vantaggi sono: avviamento graduale, protezione del motore, ridotti colpi di ariete e protezione contro la marcia a secco tramite galleggianti.

Come è fatto un gruppo elettrogeno a inverter

Il gruppo elettrogeno inverter è una macchina elettromeccanica che produce energia elettrica grazie alla combinazione fra un alternatore e un motore a combustione. In altre parole è un generatore elettrico composto da: motore, alternatore, quadro elettrico, basamento (di tipo aperto o chiuso, fisso o mobile, cioè su ruote), e cofanatura, presente solo nei generatori di corrente chiusi che in questo caso vengono chiamati silenziati o insonorizzati. Il motore, tramite il combustibile, produce energia meccanica, mentre l’alternatore serve a convertire l’energia meccanica in quella elettrica.

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Che tipo di motore deve avere un gruppo elettrogeno con tecnologia inverter

Il motore a combustione di un gruppo elettrogeno con inverter può essere di diversi tipi: a benzina, a diesel, a gas o di tipo esterno. Il motore alimentato a benzina è usato prevalentemente per i gruppi elettrogeni fino a 10 kW. Il motore diesel di solito viene usato per gruppi elettrogeni da 8 kVA fino a diverse decine di kVA.

Tipi di generatori elettrici

Oltre alla decisione della potenza giusta in base al carico da alimentare, un altro aspetto molto importante nella scelta del gruppo elettrogeno inverter più adatto alle proprie esigenze è il rumore, che cambia in base alla tipologia del generatore. Tra i principali tipi vi sono soprattutto i gruppi elettrogeni aperti, come quelli delle nostre serie Fast, Next, Cosmo, Air, Space e Welder, che hanno tutte le componenti elettriche e meccaniche in vista, senza protezione meccanica e abbattimento del rumore, e i gruppi elettrogeni silenziati o cofanati, come quelli delle nostre serie Urban, Argo, Mistral e Road, che si contraddistinguono per il loro alto grado di protezione meccanica e per l’elevata riduzione del rumore, grazie al cofano metallico in lamiera d’acciaio, che racchiude tutte le parti interne.

Norma CEI per quadri elettrici di bassa tensione

La norma CEI per quadri elettrici "Apparecchiature assiemate di protezione e di manovra per bassa tensione” è la EN 61439-1 (CEI 17-113)  che ha sostituito la vecchia 60439-1 e si applica a qualsiasi tipologia di quadro di bassa tensione, indipendentemente da dimensioni e forme (quadri classici di potenza, condotti sbarre, quadri cantiere, ecc.).. Per questo genere di quadri la tensione nominale non deve superare i 1000 V in corrente alternata e 1500 V in corrente continua.

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Come devono essere i quadri elettrici secondo la CEI

In base alla loro installazione e collocazione i quadri elettrici possono essere fissi, mobili e trasportabili, a giorno, per interno o per esterno, mentre a seconda della loro funzione possono essere di comando, distribuzione, generazione, trasformazione e regolazione. I nostri quadri elettrici sono conformi alle normative CEI EN 61439-1 e CEI EN 60204-1 "Sicurezza del macchinario. Equipaggiamento elettrico delle macchine. Regole generali". Alla realizzazione del quadro finito solo un soggetto si assume ogni responsabilità sulla conformità alle norme vigenti, e cioè il costruttore, il cui nome deve essere riportato anche su una targa fissata al quadro elettrico stesso.

L’evoluzione dei quadri elettrici moderni

La norma CEI per quadri elettrici definisce il quadro elettrico un elemento complesso composto da componenti meccaniche con la funzione di protezione e supporto di tutte le apparecchiature contenute al loro interno, equipaggiamento elettrico, che comprende gli strumenti di comando, manovra e controllo, e segregazioni, ovvero suddivisioni interne tramite barriere isolanti. Con il passare degli anni, il quadro elettrico ha poi abbandonato la funzione di semplice contenitore assumendo anche quella di sistema composto da diverse apparecchiature con lo scopo di rendere l’impianto funzionale e sicuro. Un quadro elettrico è ritenuto conforme alla CEI 61439-1 se su di esso è stata eseguita almeno una delle procedure di verifica attraverso prove di laboratorio, calcoli ed elaborazioni o regole di progetto.

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